{"id":1759,"date":"2022-06-02T03:05:16","date_gmt":"2022-06-02T01:05:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.upo.es\/investiga\/tradupoling\/?p=1759"},"modified":"2022-06-02T13:09:18","modified_gmt":"2022-06-02T11:09:18","slug":"le-parole-della-pandemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.upo.es\/investiga\/tradupoling\/2022\/06\/02\/le-parole-della-pandemia\/","title":{"rendered":"LE PAROLE DELLA PANDEMIA"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>LE 100 PAROLE DELLA PANDEMIA<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Durante il corso Lingua italiana e media per gli studenti del corso di laurea magistrale binazionale, italo-tedesco, lidit (Linguistica e didattica dell\u2019italiano nel contesto internazionale) dell\u2019Universit\u00e0 di Salerno, ho fatto con gli 11 studenti del primo anno un\u2019esercitazione su lessico del periodo della pandemia: 5 parole da scegliere e da commentare, non solo lessicograficamente. Mi permetto di rinviare a una pagina del mio&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sergio.lubello\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Diario minimo<\/a>, che tengo sui social, in cui riassumo e descrivo il progetto, per poi dare la parola direttamente agli 11 studenti che hanno scelto per questa occasione ognuno una delle 5 parole che hanno presentato.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p><strong>12 maggio<\/strong>. <strong>Diario minimo. Sessantaseiesimo giorno di isolamento.\u00a0Nuovo lessico famigliare: le 100 parole della pandemia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il mondo comincia dalle parole per dirlo e perci\u00f2 le parole sono importanti tanto pi\u00f9 che, come diceva qualcuno, sono tutto ci\u00f2 che abbiamo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I miei studenti del corso binazionale hanno fatto un bel lavoro individuando le parole pi\u00f9 frequenti di questo periodo; io ne ho aggiunte altre e cos\u00ec abbiamo creato una sorta di nuovo lessico famigliare: Il lessico dell\u2019epidemia. Le 100 parole che raccontano come \u00e8 cambiato il mondo.&nbsp;<br>Alcune parole sono di nota tradizione letteraria (untore), altre dell\u2019uso comune e riadattate o specializzate o risemantizzate (da guanto a mascherina a ventilatore), altre ancora in forma straniera nuove e meno nuove, talvolta inutili anglicismi (<em>eurobond<\/em>,&nbsp;<em>lockdown<\/em>,&nbsp;<em>smart working<\/em>); tanti i tecnicismi medici pr\u00eat-\u00e0-porter (tampone) o ben acclimatati (sintomo, anticorpi) o pi\u00f9 colti (pandemia, interstiziale), mentre sempre confuso e ambiguo, tanto per cambiare, il lessico delle istituzioni e della politica (congiunto, affetti stabili, abitazione, autocertificazione n+infinito); di alcune parole vince la variante tecnica (focolaio, mentre il focolare richiama bene altre atmosfere), anche in forma di sigle e acronimi sempre pi\u00f9 familiari (covid, oms, mes); alcune costruiscono nuovi immaginari (il balcone di Romeo e Giulietta lascia il posto a quello da cui gruppi familiari chiusi in un interno si connettono in canto via etere); altre sono storpiate sulla bocca dei meno colti (assemblamento) o rivelano slittamenti pandemici (una persona positiva \u00e8 guardata con paura, allontanata), usi metaforici belligeranti (in prima linea, il nemico), anche con un pizzico di prosopopea (gli eroi). E poi ci sono quelle animalesche per nomi collettivi (il gregge immune, non gregge belante o sottomesso, si spera), quelle marziane degli ambienti formativi (dad, fad, call, webinar, teams, zoom), quelle degli affetti \u2013 anche instabili, precari, provvisori, in declino e financo illusori \u2013 che misurano lo spazio e il tempo che abbiamo vissuto (isolamento, distanziamento); ci sono le parole della speranza (ripartenza, riapertura, calo della curva) e quelle della morte, che &#8211; non dimentichiamolo &#8211; non sono i gemiti spettacolarizzati dalla tv del dolore, ma riguardano molto da vicino pi\u00f9 di 30mila famiglie (urna, decesso, terapia intensiva).<br>E infine ci sono le parole degli idioletti, quelle con cui alcuni di noi hanno scritto dalla propria specola solitaria; e tra queste la mia preferita, come ho scritto qui il 21 aprile: isolitudine, che rievoca l\u2019immagine solitaria dell\u2019isola e il confine netto tracciato dal mare, e che pure richiama, in absentia, lembi deserti di spiagge da cui l\u2019unica morte osservabile \u00e8 per fortuna quella del sole al tramonto dietro la linea lontana dell\u2019orizzonte.<\/p>\n\n\n\n<p>E ora do la parola agli studenti (in ordine alfabetico delle parole che hanno scelto)<\/p>\n\n\n\n<p>Sergio Lubello, 12 maggio 2020, Universit\u00e0 di Salerno.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Candida Marrone<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tra le parole che ho analizzato (affetti stabili, contenimento, letalit\u00e0, lockdown, untore) mi soffermo sul sintagma&nbsp;<em>affetti stabili<\/em>&nbsp;perch\u00e9, insieme a&nbsp;<em>congiunti<\/em>, \u00e8 stata protagonista della grande confusione generatasi dopo che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato l\u2019inizio della cosiddetta \u2018Fase 2\u2019. Secondo il Dpcm del 26 aprile, infatti, dal 4 maggio \u00e8 possibile incontrare i propri congiunti. Ma chi sono costoro? Sul sito del Governo, in risposta a una delle faq che chiede delucidazioni in merito, si legge che per congiunti si intendono \u2018i coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonch\u00e9 i parenti fino al sesto grado (come, per esempio, i figli dei cugini tra loro) e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge)\u2019. Insomma, \u00e8 possibile incontrare parenti di cui probabilmente non conosciamo neanche l\u2019esistenza, ma ancora non ci \u00e8 concesso incontrare persone a cui, semplicemente, vogliamo bene. Come se la consanguineit\u00e0 potesse essere l\u2019unico criterio per definire un legame affettivo, e come se questo si potesse misurare in termini di \u2018stabilit\u00e0\u2019. Infatti, non considero un caso che n\u00e9 nel Vocabolario Treccani n\u00e9 nello Zingarelli, nonostante le mille accezioni dell\u2019aggettivo \u2018stabile\u2019 negli ambiti pi\u00f9 svariati, che vanno dall\u2019architettura alla termodinamica, e gli altrettanti mille esempi, mai venga citato l\u2019aggettivo in questione in riferimento a persone o sentimenti. Sono stabili gli edifici, il clima, un tavolo, un sistema economico, le particelle, le imbarcazioni, un impiego, i ponti. E talvolta neanche quelli. Ma di certo non lo sono le persone. In ultima analisi, resta davvero oscuro il motivo per cui il governo italiano, soprattutto in un momento di incertezza generale come quello che stiamo vivendo, continui ad utilizzare un lessico ambiguo e soggetto a fraintendimenti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lorenzo Porzio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tra le parole che ho analizzato (contagio, distanziamento sociale, immunit\u00e0 di gregge, infodemia, smart working) mi soffermo su&nbsp;<em>congiunto<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Come si pu\u00f2 leggere nella versione online del&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/vocabolario\/congiunto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Vocabolario Treccani<\/a>, il significato del termine, se usato come sostantivo, \u00e8 ufficialmente quello di&nbsp;<em>parente<\/em>. Nonostante ci\u00f2, ci si \u00e8 chiesti se alla parola si potessero attribuire altri due significati, ovvero quelli di&nbsp;<em>fidanzato&nbsp;<\/em>e di&nbsp;<em>amico.&nbsp;<\/em>\u00c8 quanto si \u00e8 capito inizialmente leggendo una nota di Palazzo Chigi diramata il 27 aprile 2020, e nella quale si fanno rientrare tra i congiunti anche&nbsp;<em>fidanzati stabili, affetti stabili<\/em>. Il Viminale, solo con una circolare del 3 maggio, ha sciolto i dubbi del popolo digitale affermando che nella categoria di&nbsp;<em>congiunto<\/em>&nbsp;non possono essere inclusi gli amici, bens\u00ec solo i fidanzati. Da questa insolita vicenda scaturisce il motivo per cui ho scelto&nbsp;<em>congiunto<\/em>. Non \u00e8 solo la mancanza di chiarezza lessicale e testuale delle comunicazioni istituzionali a permettere qualsiasi interpretazione del significato della parola, ma anche, viste le circostanze eccezionali, il desiderio pi\u00f9 che giustificato di rivedere, dopo circa due mesi di quarantena forzata, i propri affetti a prescindere da una loro categorizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Simone Pepe<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le parole che ho scelto di analizzare sono Covid-19, mes, dpcm, oms, ro.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i neologismi che sono entrati a far parte del linguaggio quotidiano durante questo periodo di emergenza, spicca certamente&nbsp;<em>Covid-19<\/em>, una delle tante sigle protagoniste della pandemia. \u00c8 il nome con cui \u00e8 stata designata la sindrome causata dal ceppo virale sars-CoV-2, identificato in Cina, nella provincia dell\u2019Hubei, nel dicembre 2019. Il nome della malattia \u00e8 la sigla scientifica dell\u2019inglese Corona Virus Disease-(20)19, cio\u00e8 malattia causata da un coronavirus identificato nel 2019, ed \u00e8 stato annunciato dal direttore generale dell\u2019oms Tedros Adhanom Ghebreyesus durante una conferenza stampa tenuta a Ginevra l\u201911 febbraio 2020. La denominazione, inoltre, come ha sottolineato l\u2019ex Ministro degli Affari Esteri dell\u2019Etiopia a capo dell\u2019oms, non contiene indicazioni geografiche n\u00e9 riferimenti umani o animali, in linea con le indicazioni internazionali per le denominazioni, il cui scopo \u00e8 prevenire ed evitare lo stigma sociale, ovvero l&#8217;associazione negativa tra una persona o un gruppo di persone che hanno in comune determinate caratteristiche e una specifica malattia. Tuttavia, come spesso accade, i nomi creati ad hoc raccontano il mondo come dovrebbe essere e non come effettivamente \u00e8: lo testimonia il fatto che, nei primi giorni del mese di febbraio, il presidente Sergio Mattarella si \u00e8 recato in visita presso la scuola per l\u2019infanzia Daniele Manin, in uno dei quartieri pi\u00f9 multietnici della capitale, per manifestare vicinanza alla comunit\u00e0 cinese, colpita da alcuni episodi di discriminazione nel nostro paese all\u2019inizio della pandemia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giovanni Lacava<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tra le parole che ho analizzato (Dad \/ Fad, aula virtuale, lezione sincrona\/asincrona, webinar, conference call) mi soffermo sulla prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Dad &#8211; Fad<strong>:&nbsp;<\/strong>\u2018Didattica a distanza (sigla Dad)\u2019 o \u2018Formazi\u00f3ne a distanza\u2019 (sigla Fad \/f.a.d) \u00e8 un tipo di formazione che veicola i contenuti formativi per mezzo di risorse e strumenti offerti dalle tecnologie audiovisive e informatiche (computer, cd-rom, Internet)\u201d(<a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/vocabolario\/didattica-a-distanza_(Neologismi)\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Treccani online<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>La didattica a distanza (Dad) era stata gi\u00e0 pensata ad integrazione della lezione frontale con il Piano Nazionale Scuola Digitale (pnsd), pilastro fondamentale della riforma La Buona Scuola del Governo Renzi. In periodo Covid-19, le scuole di ogni ordine e grado hanno dovuto adattarsi a questo nuovo metodo di formazione su piattaforme digitali che diventano lo spazio vissuto contestualmente tra docenti e alunni. Come indicato sul sito ufficiale del Ministero della pubblica istruzione, la Dad non deve prevedere soltanto l\u2019assegnazione di compiti per cercare di recuperare il tempo perduto, ma anche garantire l\u2019interazione fra docente e discente, fondamentale per l\u2019istituzione. L\u2019insegnamento a distanza alterna: (video)lezioni sincrone a interazioni asincrone su piattaforme scelte; un uso dei registri elettronici per segnare materiali e compiti che sono restituiti al docente attraverso canali non del tutto istituzionali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giulia Agnello<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tra le parole che ho analizzato (disinfettante, guanto, igiene, vaccino, virus) ho scelto di soffermarmi sul termine&nbsp;<em>guanto<strong>.<\/strong>&nbsp;<\/em>Si tratta di un germanismo (dal francone&nbsp;<em>*want<\/em>) che \u00e8 arrivato come prestito nella nostra lingua tramite il francese con il semplice significato di un \u02bbindumento che copre la mano sino al polso o a volte sino al gomito, separando ciascun dito o solo il pollice dalle altre dita\u02bc (GRADIT, s.v.&nbsp;<em>guanto<\/em>). \u00c8 una parola molto comune, di Alto Uso secondo la marca che riporta il GRADIT, il dizionario di De Mauro; tuttavia in questo periodo l\u2019uso \u00e8 diventato comune ma il significato pi\u00f9 ristretto nella percezione comune, dato che a guanto si associa un significato pi\u00f9 preciso. Mentre fino a pochi mesi fa, fino a questo febbraio, nella vita quotidiana veniva maggiormente utilizzato per indicare i guanti che si indossano per proteggere le mani dal freddo, d\u2019inverno, a causa del Coronavirus la parola si associa immediatamente ai&nbsp;<em>guanti di gomma<\/em>&nbsp;oppure&nbsp;<em>chirurgici<\/em>, che per\u00f2 non hanno pi\u00f9 bisogno di una specificazione o di un aggettivo per associarli all\u2019ambito medico: basta dire&nbsp;<em>guanti<\/em>&nbsp;e il nostro immaginario pensa subito a quelli.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ilaria Vallefuoco<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le grandi tragedie della storia lasciano sempre dietro di s\u00e9 neologismi, metafore, cambiamenti di significato delle parole. In tempi di Covid-19 l&#8217;utilizzo di metafore belliche \u00e8 all&#8217;ordine del giorno; per questo motivo ho scelto di analizzare cinque lemmi emblematici:&nbsp;<em>eroe<\/em>,&nbsp;<em>isolamento<\/em>,&nbsp;<em>nemico<\/em>,&nbsp;<em>trincea<\/em>,&nbsp;<em>prima linea<\/em>. Significativo \u00e8 il caso della parola&nbsp;<em>nemico<\/em>, derivante dal latino&nbsp;<em>inim\u012bcus<\/em>, esatto contrario di&nbsp;<em>am\u012bcus<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di un lemma che normalmente sentiamo accostato a personaggi animati piuttosto che inanimati, forse perch\u00e9 per essere nemici sia l&#8217;una che l&#8217;altra parte devono reciprocamente nutrire nell&#8217;animo un sentimento di avversione.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;aumento di parole che rimandano al lessico bellico ben definisce e sottolinea la portata devastante della pandemia e dei suoi effetti. Proprio in questo contesto trova spazio&nbsp;<em>nemico<\/em>, che \u00e8 di frequente messo in relazione al temutissimo e inanimato Coronavirus nel sintagma&nbsp;<em>nemico invisibile<\/em>, come ad indicare una sorta di minaccia globale incorporea, astratta, incomprensibile come un cubo di rubik: mille facce e nessuna.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Manuela Di Venuta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le parole che ho scelto di analizzare: crisi, epidemia, pandemia, psicosi e sintomo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Psicosi<\/em>: psicosi ha una storia pi\u00f9 che millenaria, che affonda le sue radici nel greco \u03c8\u03c5\u03c7\u03ae, \u00abanima\u00bb, in composizione con il suffisso \u2013\u03c9\u03c3\u03b9\u03c2. La prima deriva da \u03c8\u03cd\u03c7\u03c9 che significa \u00absoffiare, emettere un soffio\u00bb, il respiro \u00e8 alla base della sua radice indoeuropea *bhes-; il secondo indica un processo degenerativo. Una malattia mentale o al massimo un\u2019idea fissa, un\u2019ossessione morbosa e spesso priva di validi motivi. Ci\u00f2 a cui non eravamo abituati era il fenomeno di paura collettiva. Siamo passati dalla psicosi di dover fare scorta in apocalittico stile&nbsp;<em>survival<\/em>&nbsp;a quella per la contaminazione, attenti a lavarci le mani per almeno un minuto, a resistere alla tentazione di scoprirci il viso. Dalla psicosi per l\u2019atavica colpa di non avere il dono dell\u2019ubiquit\u00e0 alla psicosi di chiuderci in casa e restarci. Sentiamo l\u2019aria venirci meno, nascondendo i timori dietro le mascherine, e il panico salire. Il panico che tutto possa degenerare in un soffio, che anche con il nostro respiro possiamo infettarci: la psicosi lo nasconde nelle sue trame indoeuropee, intrecciate a fili greci che si accavallano su un\u2019omega.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Anella<\/strong>&nbsp;<strong>Lodato<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tra le parole che ho scelto di analizzare (assembramento, sintomatico, asintomatico, quarantena, eurobond) mi soffermo sul termine&nbsp;<em>quarantena<\/em>. Con questo lemma inizialmente si indicava un periodo di quaranta giorni che i viaggiatori e le mercanzie provenienti da Paesi nei quali vi erano malattie contagiose erano costretti a trascorrere presso un lazzaretto o a bordo di navi, prima di poter comunicare con gli abitanti del posto. Successivamente il termine dal significato pi\u00f9 ristretto e specifico ne ha assunto uno pi\u00f9 generico, diventando sinonimo di contumacia.<\/p>\n\n\n\n<p>La parola quarantena ha quindi acquisito, durante questo periodo, il significato di \u2018reclusione forzata\u2019, \u2018isolamento\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre inizialmente la quarantena era obbligatoria solo per coloro che erano \u2018infetti\u2019, per evitare la trasmissione del virus, ora come ora essa spetta anche a chi non \u00e8 infetto, per far s\u00ec che non venga contagiato. Prima restava a casa chi aveva paura di contagiare, oggi resta in casa anche chi ha paura di essere contagiato. La quarantena durante il Covid-19 \u00e8 l\u2019allontanamento da tutto e da tutti, dalle persone, dai luoghi, dagli affetti, dalle abitudini. \u00c8 lo stare soli con se stessi, l\u2019imparare a convivere con le difficolt\u00e0, \u00e8 l\u2019affrontare i mostri da cui si \u00e8 sempre sfuggiti. Ed \u00e8 stando in casa, in quarantena, che si pu\u00f2 sconfiggere il \u201cmostro\u201d che ci ha rinchiuso nelle nostre case.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Alfonso Maria Scola<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tra le cinque parole che ho analizzato (task force, reagente, focolaio, tampone e trasmissione) mi soffermo sull\u2019ultima.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Trasmissione<\/em>&nbsp;\u00e8 un sostantivo femminile che ha sempre avuto nella vita di tutti i giorni un significato positivo. La trasmissione \u00e8 di per s\u00e9 l\u2019azione di trasmettere qualcosa, per es. un\u2019usanza, una conoscenza o un pensiero attraverso la comunicazione ed \u00e8 nell\u2019uso comune associato a qualcosa che rappresentava una forma di intrattenimento televisivo o radiofonico, l\u2019accompagnamento ideale per una pausa o semplice compagnia in sottofondo tra le faccende domestiche. Ora, invece, va mutando il suo \u2018significato\u2019, o meglio si associa a qualcosa di diverso. \u00c8 ovunque. Sui quotidiani o nei programmi televisivi, utilizzata soltanto e unicamente per definire la trasmissione (diffusione) di un contagio. Oggi ci accompagna, s\u00ec, ma il nostro comportamento corretto \u00e8 quello di mantenere le distanze, assicuraci di aver preso ogni precauzione e di aver rispettato le regole. Trasmissione \u00e8 in questo momento una parola che fa paura, negativa in ogni aspetto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Leila D\u2019Annunzio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tra le parole che ho scelto di analizzare (autocertificazione, caso, curva, maschera, ventilatore) mi dilungo sull\u2019ultima.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ventilatore<\/em>: Nell\u2019immaginario comune il \u2018ventilatore\u2019 indica quello che la maggior parte della popolazione identifica con l\u2019elettrodomestico che viene solitamente utilizzato in estate per rimanere al fresco. Il termine ventilatore ha anche un significato medico ed \u00e8 proprio questo il significato preponderante che sentiamo dalle cronache drammatiche di questi tempi dato che, non essendoci ancora una cura, la ventilazione assistita rappresenta una delle poche armi a disposizione degli ospedali per aiutare i malati nel processo di ricovero. Si tratta di una parola di uso comune il cui significato in ambito medico \u00e8 poco conosciuto ma che in questi mesi ha preso il sopravvento rispetto al significato pi\u00f9 comune. Si avvicina l\u2019estate e il caldo \u00e8 gi\u00e0 forte, ma per ora il ventilatore a cui pensiamo non \u00e8 quello a cui eravamo abituati per trovare refrigerio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Marino Sara<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le parole che ho scelto di analizzare: corona virus, trattamento, prevenzione, incubazione, zona rossa.<\/p>\n\n\n\n<p>La parola che ho deciso di analizzare tra quelle a mia disposizione \u00e8&nbsp;<em>zona rossa<\/em>, un\u2019espressione che ha immediatamente ricreato in noi la percezione della situazione drammatica che stavamo per affrontare.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di una dicitura utilizzata nel lessico militare per la prima volta in Francia alla fine della Prima guerra mondiale, nel 1918, per delimitare le zone completamente distrutte dall\u2019evento bellico. L\u2019<a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/vocabolario\/zona-rossa_(Neologismi)\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">enciclopedia Treccani<\/a>&nbsp;la riporta nei neologismi del 2008, con un riferimento preciso al luglio del 2001, quando fu usata per indicare le aree di Genova poste ad accesso ristretto per il G8. Durante l\u2019epidemia da Covid-19 serviva a segnalare, inizialmente, i comuni del nord Italia dove si sono registrati i primi contagi, e successivamente l\u2019Italia tutta. Dopo il discorso del Presidente del Consiglio, un\u2019espressione cos\u00ec semplice ha dato luogo ad una serie di limitazioni che mai avremmo immaginato e che hanno letteralmente stravolto le nostre vite. A tutti noi abitanti della zona rossa era fatto divieto anche di compiere tutte quelle semplici azioni che prima appartenevano alla banale quotidianit\u00e0. Ci siamo ritrovati a vivere, di nuovo, in un Europa delimitata da confini geografici che nelle nostre menti non esistevano ormai pi\u00f9, e noi nel nostro piccolo ad essere confinati nelle nostre case.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LE 100 PAROLE DELLA PANDEMIA Durante il corso Lingua italiana e media per gli studenti del corso di laurea magistrale binazionale, italo-tedesco, lidit (Linguistica e didattica dell\u2019italiano nel contesto internazionale) dell\u2019Universit\u00e0 di Salerno, ho fatto con gli 11 studenti del primo anno un\u2019esercitazione su lessico del periodo della pandemia: 5 parole da scegliere e da [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[44],"tags":[],"class_list":["post-1759","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-internacional"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.upo.es\/investiga\/tradupoling\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1759","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.upo.es\/investiga\/tradupoling\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.upo.es\/investiga\/tradupoling\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.upo.es\/investiga\/tradupoling\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.upo.es\/investiga\/tradupoling\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1759"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.upo.es\/investiga\/tradupoling\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1759\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1772,"href":"https:\/\/www.upo.es\/investiga\/tradupoling\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1759\/revisions\/1772"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.upo.es\/investiga\/tradupoling\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1759"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.upo.es\/investiga\/tradupoling\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1759"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.upo.es\/investiga\/tradupoling\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1759"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}